|
|
A proposito del Divo: intervista a Paolo Sorrentino a cura di Gino Ventriglia Nicola Lusuardi Script: Hai dichiarato che da tempo volevi fare un film su Andreotti: come ti è nata l’idea del Divo? Sorrentino: L’idea originaria ce l’ho da tantissimi anni: ma mi censuravo, mi chiedevo se me l’avrebbero fatto fare. Dopo L’amico di famiglia, che non è andato come speravo, ero un po’ demotivato e mi sono detto “ora ci provo”. Non avevo tutta questa voglia di fare un film tanto per fare un film, fa parte del mio carattere: quando prendo una batosta, alzo il tiro. E mi sono reso conto che il tiro l’avevo alzato, perché questo film nessuno lo voleva. Non tanto per ragioni di ordine politico, piuttosto perché c’era uno scetticismo di fondo. Mi sono sentito dire che Andreotti era un personaggio che non interessava nessuno, un personaggio trash perché faceva le pubblicità dei telefonini. Questo al netto di tutte le resistenze legate alla politica, al fatto che Andreotti è immediatamente sinonimo di guai, di pericolo. La paura è molto diffusa in Italia. Ora molti si affannano a dire che non bisogna gettare la croce addosso ad Andreotti, ma in privato tutti hanno una fortissima paura che sia veramente responsabile di alcuni misfatti e che veramente possa alzare il telefono e dire “toglietemi quello di torno”. Questo io lo percepivo quando andavo a chiedere le partecipazioni finanziare al film. Nessuno mi ha voluto dare i soldi, quasi nessuno. Script: Be’, quindi ora sei la dimostrazione che Andreotti è buono: sei qui, parli con noi, sei stato premiato a Cannes… Sorrentino: È ovvio che 15, 20 anni fa il film non l’avrei potuto fare. Forse ora Andreotti non è più così potente, non c’è più questa cappa. C’è da dire che, paradossalmente, Andreotti era più comodo al centro-sinistra, quando c’era il passato governo, perché il suo voto era determinante, che ora al centro- destra. Non vi racconto tutti i retroscena, ma c’era gente che mi diceva che ero matto, che avevamo un governo che era in mano ad Andreotti, che al Governo serviva il suo voto e magari questo voto avrebbe potuto non darlo a causa del film. C’erano resistenze anche da sinistra. Scritp: Da dove nasce l’idea? E quando?
Articoli dello stesso autore Dall'idea al concept al soggetto Gino Ventriglia - Script 44 Il "tema emozionale" come elemento di universalità in una storia. Intervista a Franz Rodenkirchen Gino Ventriglia - Script 38 La scena le strutture e altre cose. Intervista a Jeff Rush Gino Ventriglia - Script 38 Scrivere la biografia: il Biopic come transgenere Gino Ventriglia - Script 37 Ma la via del writer-producer è davvero praticabile? [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 35 Andare oltre gli attuali orizzonti della fiction italiana Gino Ventriglia - Script 34 Sulle drammaturgie non lineari Gino Ventriglia - Script 30 Le vestali e il produttore ovvero come la conservazione culturale impedisce lo sviluppo economico dell’audiovisivo Intervista a Giampaolo Sodano [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 28 Come fare una scheda di lettura per il produttore [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 20 Ma cosa fa esattamente uno story editor? [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 20 Come affrontare la serialità lunga. Colloquio con Wayne Doyle [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 12 Il film come arco di trasformazione del personaggio [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 12 ‘Cult’: si nasce o si diventa? [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 10 A partire da Stone e Tarantino [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 7 Come avere finanziamenti dalla CEE [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 6 Il film è per metà di chi lo fa e per metà di chi lo guarda [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 6 "Non si può essere un grande poeta bulgaro" [non disponibile] Gino Ventriglia - Script 5 |
|
|