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Ho sposato uno sbirro. Parlano autori ed editor RAI a cura di Script Genesi dello Sbirro di Mauro Graiani (autore del concept) Era il dicembre del 2005 quando Luca Bernabei mi propose di scrivere un nuovo format per Rai Uno. Indicazione di massima, creare per la coppia artistica Insinna/Miconi, che bene stava funzionando in Don Matteo 5, un Family supportato dall’irrinunciabile detection. Cominciammo a ragionare senza fretta (un nuovo format ha bisogno di tempo, molto tempo). Prima scartammo l’idea di uno spin off puro dalla fortunata serie del prete detective, in cui capitano e sindachessa mettessero su famiglia da qualche parte e magari si portassero sullo stesso pianerottolo il fido maresciallo Frassica. Poi, con Mario Ruggeri, Sara Melodia e Sabina Marabini della Lux, mettemmo in ordine alcune idee. Fu allora che partì l’odissea del protagonista. Già, perché il Diego Santamaria che Insinna ha portato sullo schermo, prima di diventare il poliziotto romano che oggi tutti conoscono, avrebbe dovuto essere, in principio, un tranquillo commissario di provincia. Filosofia Slow Food, pollice verde ed estremamente stanziale, vessato oltre modo da un vero e proprio gineceo (moglie, madre, suocera snob con petulante colf al seguito, sorella, e persino una cagnetta) nella prima versione dal titolo Ospite in casa mia, il protagonista avrebbe consumato lo scontro tra l’universo maschile e quello femminile tra un omicidio e l’altro. Il paradigma sarebbe stato quello classico: problemi sul lavoro e problemi a casa. Ma l’economia di due linee narrative parallele avrebbe sottratto spazio ad entrambe, e nei cinquanta minuti canonici avremmo rischiato di non approfondire ne l’una ne l’altra strada. E visto che il conflitto uomo/donna era il tema da declinare in ordine alla famiglia contemporanea, per qualche tempo assaporammo l’idea di proporre un format sentimentale in puro stile comedy. Con tanto di pensieri dei protagonisti, sogni raccontati e visioni un po’ in stile Ally McBeal, per intenderci. Niente detection, niente divise ma un uomo e una donna travolti dalle semplici, complicate, comuni dinamiche di una famiglia appena formata. In quelle riunioni negli uffici di piazza dell’Orologio, Diego Santamaria cambiò diversi mestieri; psicologo, giornalista, avvocato. E la sua dolce metà, fu a sua volta assistente sociale, maestra elementare e fotografa. L’idea del “100% pure comedy” era appetitosa, soprattutto se pensata su Rai Uno e con un cast che ne valorizzasse lo sviluppo. Ma ci è mancata la forza di spingere su quel tasto. L’idea di una media serialità priva del gancio poliziesco, non passò. Peccato. Quella fu una scelta che invece praticarono in Publispei portando in Italia Los Cerranos (I Cesaroni). E nel frattempo, il tempo cominciò a non bastarci più. La Rai aveva un buco in palinsesto per la primavera successiva (2007) e se avessimo iniziato le riprese a settembre il gioco (si fa per dire) era fatto. A marzo 2006, avevamo il seguente timing: scrittura, 15 maggio 2006: Soggetti di serie (provvisori) e Bibbia di serie; 15 giugno 2006: Soggetti definitivi; Primi di luglio 2006: inizio stesure; 30 agosto 2006: Sceneggiature definitive (prime sei). Produzione: Inizio riprese ottobre 2006. Messa in onda: febbraio 2007. Ma facciamo un passo indietro e ricordiamo alcune coppie celebri nella detection televisiva. In Starsky e Hutch, per esempio, i detectives Dave Starsky e Ken Hutchinson, una delle più affiatate coppie di sbirri televisivi: più rude il primo, più tranquillo il secondo, sono entrambi due “lenze”, dovendo infatti spesso operare nei bassifondi della città, a contatto con la feccia peggiore. In Miami vice, Sonny Crockett e Ricardo Tubbs sono la coppia di sbirri più cool di Miami: viaggiano in Ferrari, vestono Armani, sono circondati da super modelle e non hanno mai un capello fuori posto. Sulle strade di San Francisco troviamo il tenente Stone e l’ispettore Keller per arrivare ai Chips, i California highway patrols, la stradale della California, incarnata dai due centuari Frank Poncharello e John Baker con gli inseguimenti sulle colossali autostrade californiane e le digressioni nel campo privato dei due poliziotti, veri sciupafemmine, soprattutto il latino Poncharello. Coppie sì, nel senso stretto del termine, in un panorama in cui l’amicizia tra due colleghi riverbera anche nel privato della coppia.
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