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Conflitto ed emozione Yves Lavandier Ne La mort de la tragédie George Steiner ricorda una scena particolarmente commovente di Madre Coraggio e i suoi figli: “…quando i soldati portano il cadavere di Schweizerkas. Suppongono sia il figlio di Coraggio, ma non ne sono del tutto sicuri. E’ costretta così ad identificarlo. Ho visto Helene Weigel recitare questa scena con il Berliner Ensemble, anche se in realtà “recitare” è una parola troppo debole per definire lo splendore della sua interpretazione. Nel momento in cui le è stato presentato il corpo del figlio, si è limitata a scuotere il capo senza dire una parola. I soldati l’hanno costretta a guardare di nuovo. Ancora una volta, non ha dato segni di riconoscerlo, null’altro che uno sguardo vuoto. Nel momento in cui il cadavere è stato portato via, Helene Weigel ha voltato il capo e ha spalancato la bocca. Il suo gesto riproduceva quello del cavallo che nitrisce in Guernica di Picasso. Il suono emesso fu terribile, sfida ogni descrizione. In realtà, non ci fu alcun suono. Niente. Il suono fu un silenzio totale. Un silenzio che deflagrò in tutto il teatro a tal punto che il pubblico chinò il capo, come si fa quando si è colpiti da una folata di vento…”. In Facciamo l’amore il ricchissimo uomo d’affari Jean-Marc Clément (Yves Montand) cerca di sedurre una cantante di cabaret senza un soldo, Amanda Dell (Marilyn Monroe). Poiché lei disprezza i ricchi, le fa credere di essere un rappresentante di bigiotteria. Le mostra così un braccialetto di diamanti, che sappiamo ha un valore di diecimila dollari, dicendole che ne vale cinque. Amanda rimane molto colpita. Passa poi il gioiello ad un’amica in cambio di un biglietto da cinque dollari e chiede a Clément di provare a fargliene avere un altro. Clément rimane stizzito. In Nato il 4 luglio Ron Kovic (Tom Cruise) va a trovare i signori Wilson. Ha ucciso incidentalmente loro figlio nel Vietnam. La scena in cui fa loro questa rivelazione è assai penosa - per tutti: Ron, i genitori e lo spettatore. In Dov’è la casa del mio amico? Ahmad chiede a sua madre il permesso di uscire per ridare un quaderno a un compagno di classe. Noi sappiamo che la posta in gioco è importante. Lei glielo nega e gli chiede di fare invece i suoi compiti, e anche qualche faccenda domestica. Lui insiste; lei dice di no. Questo tran-tran si ripete una mezza dozzina di volte. Ciò che potrebbe sembrare fastidioso leggendolo, crea in realtà un’innegabile tensione. Questo tipo di conflitto è abbastanza frequente in Kiarostami: i personaggi chiedono qualche cosa che viene loro negato, o non ricevono risposta. Invece di tenersi o di provarci in un altro modo, lo chiedono un’altra volta. E noi ci diciamo che alla sesta o settima volta, la risposta potrebbe forse cambiare. La scena dei panini ne La febbre dell’oro non è soltanto un bellissimo spaccato di circo, ma è anche una scena di conflitto. Charlot deve fare un numero per sedurre la donna che ama. Non soltanto è solo un sogno, ma noi sappiamo che lei non verrà all’appuntamento che ha fissato con lui per il veglione. Rivelazioni In Edipo Re, il momento in cui Edipo capisce finalmente di essere lui l’assassino è un momento d’intenso conflitto, come accade spesso nei momenti in cui vengono fatte delle rivelazioni. Ne riparleremo nel capitolo dedicato all’ironia drammatica. Quando Nora (Casa di bambola) capisce che suo marito è egoista e accondiscendente, quando Roxane capisce che Cyrano era l’autore delle lettere (Cyrano de Bergerac), quando la fiorista in Luci della città scopre l’identità del suo benefattore, l’emozione è grandissima.
Articoli dello stesso autore Le regole della drammaturgia [non disponibile] Yves Lavandier - Script 9 |
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