|
|
L’ultima occhiata Domenico Matteucci L’ultimo bacio è un elogio alla leggerezza in un film tutto “affannato” tutto “di corsa”. E c’è una ragione: vengono narrate 5 o 6 storie e di queste storie viene raccontata solo la parte conclusiva. In altre parole, è come se Muccino avesse preso il finale, solo il finale, di cinque film e li avesse montati insieme.. E’ come se il film fosse un grande “ultimo atto”, un enorme climax, una complessa e multipla battaglia finale della lunghezza di un’ora e mezzo. I personaggi sono presi in corsa e sono tutti sulla soglia di una decisione esistenziale definitiva, di un cambiamento radicale della propria vita. Buon segno! Sono già tre o quattro anni che capita di aver voglia di parlare di un film italiano, che viene voglia di studiarlo. Parlo in particolare di quei film che da un po’ di tempo non si riusciva più a fare: quelli che parlano dell’Italia media e cittadina. Sembrava davvero che tutta una parte di popolazione italiana si fosse trasformata in una “modella stregata” che nessun pittore riusciva più a ritrarre con successo. Gli anni scorsi invece c’è stato il caso di Pane e Tulipani... poi il bellissimo Fuori dal mondo... e adesso L’ultimo bacio, il film sul quale vorrei fare alcune riflessioni. l’Italia è diventata una modella meno difficile da rappresentare? Non lo so, forse lentamente lo sta diventando. Per il momento è difficile trovare le ragioni di questa ripresa. Comunque, fra le tante ragioni, mi pare ci sia anche la scoperta di una chiave che alcuni autori hanno trovato e che si è dimostrata particolarmente efficace. E la chiave è stata quella di affrontare un ambiente tendenzialmente disgregato nei suoi valori comunitari, parlando proprio della sua disgregazione: la disgregazione di una storia, di una persona, di un gruppo. Su questa chiave, ma anche su altre interessanti strutture narrative, si basa L’ultimo bacio. Proviamo allora a vedere come è stato costruito e a capire quali sono i suoi punti di forza, le strutture narrative che sono nascoste sotto il ritmo incalzante del racconto. L’ULTIMO BACIO PRIMA DELLA DISGREGAZIONE
Articoli dello stesso autore La regia è la prosecuzione della sceneggiatura con altri mezzi Domenico Matteucci - Script 43 Volver Domenico Matteucci - Script 40 Il dubbio del ginecologo Domenico Matteucci - Script 38 Due passi tra ironia e Paradiso [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 35 Le strutture del male come fonte di racconto Domenico Matteucci - Script 30 Le strutture del male come fonte di racconto [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 28 La modella stregata ovvero della difficoltà di raccontare al cinema la società italiana [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 20 Il sistema delle risonanze [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 19 E se Hannibal the Cannibal fosse il lupo di Cappuccetto Rosso? [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 12 La natura sadica del racconto [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 11 La forza tremenda delle sottostorie (i subplots) [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 9 Come smontare un film di successo per vedere come funziona [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 6 Scrivere rispettando i personaggi [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 6 Un film diviso in due. Intervista con Roberto Tiraboschi [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 5 A regola d'arte [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 5 Da Tebe a piazza Mazzini. Un'ipotesi sul perché è difficile raccontare l'Italia [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 3 Oltre i 3 atti? Dio ce ne scampi! Due modeste contrastanti proposte sul come rinnovare il nostro cinema [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 2 Il lungo viaggio. Alla paradossale ricerca della sceneggiatura perfetta [non disponibile] Domenico Matteucci - Script 1 |
|
|